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giovedì 5 ottobre 2017

Ternana, Stefano Bandecchi chiama a rapporto le Fere: riunione a Roma


IL MESSAGGERO, Federica Liberotti - Stavolta il tragitto Roma-Terni, percorso ultimamente così spesso, che sia in elicottero o in Mercedes, se l’è risparmiato. Ma la Ternana continua ad essere nell’agenda quotidiana del patron di Unicusano Stefano Bandecchi che, il giorno dopo aver assistito al Liberati al pareggio contro il Brescia, ieri è tornato ad incontrare nuovamente lo staff rossoverde, questa volta convocato direttamente nella Capitale. In tribuna martedì sera Bandecchi non ha nascosto un certo nervosismo per l’andamento della partita, lo sguardo cupo con cui ha lasciato gli spalti e raggiunto gli spogliatoi dopo il fischio finale lasciava intuire altrettanto, anche se il segnale arrivato dalla conferenza stampa post-match, dopo quasi mezz’ora di colloquio con la squadra, è stato di tutt’altro registro: l’imperativo ora - sempre con toni piuttosto plateali - è fare quadrato intorno all’allenatore e ai giocatori, scacciando i dubbi sul momento delicato attraversato e rimanendo della convinzione, almeno in pubblico, che «la Ternana andrà molto in alto e farà ancora paura». «Quando andavano bene la mia faccia non ce l’ho messa, ora sono presente e ce la metto. La società è vicina a questa squadra come nessuno ha mai fatto» le parole del patron Bandecchi per dimostrare la sua attenzione alle Fere. «Prima mi telefonava tre volte al giorno, ora sei. Anche lui è diventato un ultrà, nonostante non fosse appassionato di calcio» la conferma arrivata da mister Pochesci. Di certo, nonostante i proclami, il fatto che il frangente sia complesso non può essere negato e anche questi continui confronti tra Bandecchi e lo staff lo dimostrano: la Ternana sembra almeno aver trovato un equilibrio tattico con il 4-3-1-2 con qui ha giocato per la prima volta in tutta la partita contro il Brescia (o almeno i 70 minuti rimanenti) e sul piano psicologico la squadra ha dato l’impressione di aver riacquistato un po’ di grinta persa, ma rimangono gli errori difensivi e la poca predisposizione a concretizzare in porta. E, soprattutto, è la classifica a parlare, visto che a sette giornate dall’inizio del campionato i rossoverdi sono terzultimi, a 6 punti. Un gap che bisognerà cercare di compensare almeno in parte negli incontri che verranno: missione non facile nella prossima trasferta in calendario, quella di domenica contro la Cremonese dell’ex mister rossoverde Attilio Tesser, ma dalla parte delle Fere ci sono i due turni successivi in casa con Spezia e Ascoli. Ed a proposito di ex tecnici, a molti non è sfuggita la presenza ormai fissa al Liberati di Mimmo Toscano, così già si sono scatenate le voci sui motivi, anche se lui assicura di essere a Terni solo per ragioni personali. Per scacciare possibili incubi, intanto, Pochesci si affida anche alla scaramanzia, almeno quella dei tifosi: martedì sera infatti lo staff e le riserve della Ternana hanno cambiato panchina, posizionandosi in quella a sinistra rispetto ai distinti e non nell’altra come fatto nelle prime gare. «Ho incontrato per strada un ragazzo - ha spiegato l’allenatore - e mi ha detto che con quella panchina scelta inizialmente la Ternana è retrocessa due volte di fila. Non sono scaramantico, ma democratico ed ho accettato il suo consiglio: io non voglio essere il terzo fesso». Federica Liberotti

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