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lunedì 2 ottobre 2017

Ternana «Il possesso palla non serve a nulla» «SONO MANCATE LE VERTICALIZZAZIONI»


IL MESSAGGERO, ALBERTO FAVILLA - Non sono bastati dieci minuti di grande entusiasmo per “salvare” la Ternana. I rossoverdi contro il Venezia sabato non hanno giocato una buona partita anche se va detto che con un pizzico di fortuna le fere potevano anche vincere (sul 2 a 2, con un Venezia psicologicamente “devastato”, la Ternana con Marino Defendi ha fallito una clamorosa palla gol) ma i problemi sarebbero restati tutti. Problemi di equilibrio tattico, (a volte c’è uno sbilanciamento tra i reparti) di maturità soprattutto. Pochesci ha parlato di squadra “immatura”. Forse ha ragione il tecnico rossoverde, e allora è bene scegliere un modo di gioco semplice – i sistemi di gioco più “sfrontati”, più complessi, sono sempre stati valorizzati da grandi giocatori – dare alla squadra dei compiti semplici e qualche volta accontentarsi anche di pareggiare. Se lui continua a dire che siamo forti, che abbiamo attaccanti tutti da doppia cifra, se i risultati non arriveranno sarà a lui che la società chiederà il “conto”. Come avviene sempre nel calcio. La Ternana non ha giocato bene, lo hanno visto tutti, ma i “numeri” anche questa volta sembrano non condannarla. I NUMERI DEL MATCH «E’ vero, i numeri dicono che la Ternana anche questa volta ha profuso impegno e voglia di fare bene – spiega il professor Marco Santarelli, direttore dell’Istituto di ricerca Res-on Network – poi, quando si vanno ad analizzare si capisce bene il perché della sconfitta. Se è vero che il possesso palla è stato del 53 per cento della Ternana rispetto al 47 per cento del Venezia bisogna dire che tale parametro ha portato ad una mediocre pericolosità, di solo il 48 per cento. Fare possesso palla in orizzontale, e nella propria metà campo, non serve a nulla. Non verticalizza e non addormenta la partita. E poi anche gli attacchi alla porta sono stati insufficienti, il 43 per cento rispetto al 53 per cento del Venezia. Insomma, la squadra contro il Venezia non è stata incisiva. E a pensare che la formazione di Inzaghi si è mostrata alla portata. Ad onor del vero nella fase di ripartenza i loro attaccanti hanno sbagliato molte sponde ma questo non ha aiutato la Ternana che non è quasi mai ripartita». PERSO LO SMALTO INIZIALE La squadra deve ritrovarsi – le prime tre gare l’ha giocate davvero alla grande – e allora guai a farsi prendere dallo scoramento, cercare colpevoli, e perdere di fiducia. «Ci vuole sicuramente più attenzione, basta vedere come sono stati presi i tre gol, il primo addirittura già dallo scambio a centrocampo si crea un vuoto nella zona centrale e qui si vede che la difesa dello spazio non è simile all’attacco dello spazio; e poi serve più sacrificio da parte di tutti – aggiunge Santarelli – La difesa della porta, ad esempio, deve migliorare e questo non riguarda solo i difensori. Contro il Venezia è stata del 43 per cento, poco, rispetto al 50 per cento dei lagunari. La Ternana deve ritrovare la grinta iniziale, l’umiltà delle prime partite. Contro il Venezia ha tratti è sembrata svogliata, e spesso i giocatori rossoverdi sono arrivati secondi sulla palla». Resta il fatto che i tre gol subiti, anche questa volta, erano evitabili. Tutti e tre. «Di sicuro – conclude Santarelli – anche perché in definitiva la squadra ha giocato tante palle, 523 contro le 455 del Venezia, le sono anche riusciti tanti passaggi, ma se poi come vieni attaccato prendi gol allora è dura davvero. Non si può prendere gol al 93esimo su calcio d’angolo. Domizzi quella palla non la devemai colpire». Alberto Favilla

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