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venerdì 29 settembre 2017

Ternana, Stefano Ranucci: Subito il closing, ora è il nostro primo obiettivo


IL MESSAGGERO, FEDERICA LIBEROTTI - «Siamo al lavoro perché il closing si concluda presto, ora siamo concentrati su questo obiettivo»: il presidente della Ternana Stefano Ranucci ha smania perché l’Unicusano entri il prima possibile in possesso dell’intera società rossoverde e non lo nasconde nel parlare della vicenda dello sblocco delle quote poste sotto sequestro giudiziario. Qualche breve battuta intercettata ieri mattina all’uscita di palazzo Spada, alla fine di un nuovo incontro in Comune, fa capire quanto sia deciso e fiducioso sul fatto che, dopo il dissequestro deciso dal tribunale di Roma del 57,3% delle quote societarie ancora formalmente in mano all’ex patron delle Fere Longarini, l’intero pacchetto azionario possa passare all’ateneo telematico. Forse già entro il mese di ottobre, come annunciato anche dall’avvocato Massimo Proietti, che aveva già curato il passaggio del primo 42,7% di quote dai Longarini ad Unicusano. Nel veloce incontro di ieri con l’amministrazione - diventato ormai quasi settimanale, questa volta caduto casualmente quasi in concomitanza con l’arrivo di finanza e polizia per la notifica a sindaco e assessori degli avvisi di conclusione indagine sulla vicenda appalti - si è probabilmente accennato al tema quote (anche se il Comune in merito non ha voce in capitolo), ma anche ad altre questioni che, in questo momento, stanno tendendo impegnata la nuova proprietà. A partire dal tema della nuova sede societaria di via della Bardesca. «Stiamo facendo in modo che i lavori di ristrutturazione possano concludersi il prima possibile e far rispettare i tempi previsti per il trasloco» ha detto Ranucci, cartellina con documenti e carte in mano, sempre all’uscita da palazzo Spada. C’è da rimettere infatti a nuovo il terzo piano del Leonino, un appartamento di 380 metri quadri che la società vuole ammodernare e dotare di tutte le tecnologie informatiche necessarie a dipendenti e direttore sportivo. Il trasloco, stando ai piani, dovrebbe iniziare i primi di novembre, mentre l’inaugurazione è prevista ad inizio 2018. Poi, non secondaria, c’è la questione convenzione Liberati, che si trascina ormai da anni: nel precedente incontro con l’amministrazione di dieci giorni fa Ranucci aveva ipotizzato che questa settimana potesse essere decisiva, le interlocuzioni continuano per arrivare ad un accordo sulla gestione dello stadio, ma non ci sono ancora novità formali su un’altra questione lasciata in sospeso dalla precedente proprietà delle Fere. Al momento la società ha provveduto ai lavori di adeguamento dell’impianto dove (dopo i nuovi bagni e le panchine) potrebbero esseri programmati degli interventi anche a bordo campo, per uniformarsi ad alcune richieste avanzate da Sky. Di carne al fuoco, insomma, ce n’è tanta a livello burocratico e amministrativo, sulle questioni di gioco, come il toto-modulo, in vista della partita di domani contro il Venezia, invece Ranucci non si sbilancia. «Su questo argomento chiedete al mister» ha risposto, ridendo, alle sollecitazioni in merito. Ovvio che una vittoria riporterebbe una ventata di ottimismo ed entusiasmo non solo tra i tifosi, ma anche tra chi, in queste settimane, sta lavorando per cercare di dare un nuovo volto alla società. Federica Liberotti

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