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lunedì 18 settembre 2017

Ternana, quando si prendono 3 gol non è facile portare a casa qualcosa

IL MESSAGGERO, ARTICOLO DI ALBERTO FAVILLA - La Ternana che fa la partita ma a vincere 3 a 1 il finale - sono i padroni di casa. A Chiavari i rossoverdi escono battuti ma il risultato non rispecchia di certo quello che è accaduto in campo. Certo, quando si prendono tre gol (assurdo il primo) non è facile portare a casa qualcosa anche se in realtà i rossoverdi ci hanno provato fino alla fine (il portiere di casa Jacobucci è stato il migliore in campo) ma in Liguria, sabato, non c'è stato verso di riaddrizzare la gara e l'autogol, disgaziato, di Gasparetto è l'emblema di una giornata nata male (al secondo minuto già il primo gol) e finita peggio (l'autogol, appunto del centrale rossoverde).
La squadra, comunque, ha giocato al calcio, con il suo ormai consueto stile di gioco, ha creato palle gol e non si è mai arresa. Dall'altra parte, di sicuro, c'è una fase difensiva (6 gol presi in due trasferte sono troppi) che va registrata e sincronizzata nei movimenti. Anche i numeri elaborati dall'Istituto di ricerca Res-on Network confermano, comunqe, la buona gara della Ternana.
«Proprio così esordisce Il professor Marco Santarelli, direttore dell'Istituto la Ternana ha giocato, ha provato come sempre a fare la partita, ha avuto un possesso di palla del 52 per cento rispetto al 48 per cento dell'Entella, ha effettuato 8 tiri nello specchio della porta rispetto ai 5 dei padroni di casa, ma è anche vero che, se come dice mister Pochesci la Ternana si deve difendere attaccando, bisogna anche mantenere sempre coperte tutte le zone del campo. Non si può prendere un gol come il primo, attaccare le zone del campo con tutta la squadra e non coprire gli spazi che poi si creano». Ma cosa è successo in occasione del primo gol? Dove erano finiti i difensori della Ternana ( a difendere la porta di Plizzari erano rinasti solo Valjent e Defendi)». Nell'occasione del primo gol la linea difensiva era distribuita male e l'attacco alla palla non ha funzionato. Si è creata una voragine sul lato debole, dove non c'era palla, e dove invece doveva scalare Angiulli. Tiscione in ripiegamento non ha fatto in tempo ad arrivare e chiudere l'inserinento di Eramo».
La squadra gioca a pallone, fraseggia, ha coraggio ma commette errori quando viene attaccata. «E questa difficoltà è confermata dal parametro legato alla difesa della porta che è stato solo del 32 per cento rispetto al 51 per cento della squadra di Castorina continua Santarelli In fase offensiva, invece, le fere hanno tirato molto in porta ma la pericolosità è risultata solo del 43 per cento in quanto alle tante occasioni sviluppate di riscontro c'è stato solo un gol, molto bello di Montalto. E questo vale anche per l'attacco alla porta, 39 per cento quello della Ternana contro il 68 per cento dell'Entella». 
Tutto si può dire ha fatto discutere il 3-1-3-3, il sistema di gioco scelto da Pochesci - meno che la squadra non ci abbia messo il cuore. I ragazzi anche a Chiavari hanno dato tutto.
«E questo è indiscutibile conclude Marco Santarelli - le fere anche con il nuovo sistema di gioco hanno giocato 511 palle mentre l'Entella 455 a conferma che la squadra ha dato in campo tutto. Forse rispetto alle precedenti partite è mancata un po' di precisione e l'uscita di Paolucci, malgrado il buon esordio di Bordin, si è fatta sentire. L'Entella ha azzeccato più passaggi, 350, rispetto ai 259 della Ternana. Insomma, i padroni di casa sono stati cinici ed efficaci mentre la squadra di Pochesci ha giocato, si è specchita forse troppo e non ha raccolto nulla». 
Alberto Favilla 

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