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giovedì 21 settembre 2017

Ternana, Fere sempre all'attacco: la “sfacciataggine” con cui scende in campo

ARTICOLO DE IL MESSAGGERO A FIRMA DI ALBERTO FAVILLA - E’ una squadra che tenta di giocare al calcio, sempre e ovunque – in casa e fuori – che cerca sempre di vincere privilegendo il gioco d’attacco. E’ la Ternana targata Sandro Pochesci, il tecnico romano che viene dalla gavetta e che sta facendo breccia nei cuori dei tifosi delle fere. La Ternana, in questo avvio di stagione, si è proposta a livello nazionale, come una delle formazioni rivelazioni del torneo di serie B, una delle formazioni che giocano il miglior calcio. E’ la mentalià della squadra, l’abnegazione del gruppo – non ci sono grandi nomi in rosa - la “sfacciataggine” con cui scende in campo ad aver colpito gli addetti ai lavori e i media di tutta Italia. E poi, del suo, ce lo sta mettendo anche l’allenatore, mai banale e sempre sopra le righe con battute ricche di ironia – Ibrahimovic, ha detto, nella sua Ternana non troverebbe posto - e di scherno. Insomma, della Ternana quest’anno se ne sta parlando e non solo a Terni. E poi a questo gruppo, e al tecnico, va dato il merito di aver riavvicinato i tifosi allo stadio, di aver creato entusiasmo (A Chiavari, nell’ultima trasferta, c’era 300 supporter rossoverdi). Ma quali sono stati, in questo inizio di stagione, i punti forti e quelli deboli della formazione rossoverde? I “numeri”, quelli non sbagliano mai, ribadiscono che da queste prime gare – sono le medie - sono più le cose da apprezzare che quelle da correggere. «La squadra sviluppa un calcio d’attacco e questo è confermato da una buona pericolosità che si attesta al 54 per cento mentre l’attacco alla porta è del 45 per cento – spiega il professor Marco Santarelli, direttore dell’Istituto di ricerca Res-On Network – dati che evidenziano la mentalità offensiva della formazione guidata da Pochesci. Buono anche il parametro legato al possesso palla, quello verticale, che di media è stato del 51 per cento così come i tiri nello specchio della porta che sono sei a partita, non pochi». Ma quali sono, invece, le cose da migliorare, da correggere? «Di sicuro va migliorata la qualità delle giocate. I passaggi riusciti a partita sono 311 che non sono molti e vanno anche aumentate le palle giocate, attualmente sono 447 e poi c’è tutto il discorso legato alla fase difensiva. Lì c’è molto da lavorare». La fase di non possesso palla, quando la Ternana è attaccata, è quella che fa discutere di più (Si prendono troppi gol). La Ternana deve trovare il giusto equilibrio tra le due fasi. «Di sicuro – conclude Santarelli – la squadra deve migliorare la fase di transizione positiva. Quando non ha la palla deve sincronizzarsi, connettersi, trovare equilibrio tattico. Calcio offensivo si ma sempre con le giuste coperture “preventive. A volte si commettono errori individuali clamorosi ma anche come reparto la difesa della Ternana deve migliorare. Fondamentale sarà il ritorno di Signorini, un giocatore molto abile nell’uno contro uno, quello che chiede il tecnico». Alberto Favilla

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