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giovedì 14 settembre 2017

Ternana, Andrea Paolucci: Molte analogie tra Pochesci e Sarri


LA FONTE E' IL MESSAGGERO, PREGEVOLE ARTICOLO DI PAOLO GRASSI - Quando la Ternana lo ha preso, molti hanno ripensato a suo zio Silvio e al suo apporto alle Fere negli anni Ottanta. In realtà, viene da una famiglia fatta da tanti calciatori. Zio Silvio, Silvio Paolucci, aveva giocato nella Ternana ed era stato allenato anche da Corrado Viciani. Lui, Andrea Paolucci, in tre partite di campionato ha già conquistato il cuore dei tifosi, per l’intensità, la carica ed il cuore che mette in campo. Sempre tra i migliori. Contro il Cesena ha dovuto pure stringere i denti e giocare gran parte del secondo tempo con una gamba malconcia. «Ora sto meglio – precisa – e il dolore sta passando». Quella dei Paolucci, è una dinastia. Il centrocampista ha tre fratelli. Due di questi (l’altra è una donna) fanno pure loro i calciatori. Lorenzo, 21 anni, gioca nel Teramo, mentre Alessandro, 14 anni, ha cominciato le trafile delle giovanili. «Lorenzo – dice – è diventato professionista da due anni e può migliorare ancora molto» Anche il papà, Francesco, ha calcato i campi, avvicinandosi al calcio insieme al fratello Giovanni. E come se non bastasse, pure i nonni erano nel calcio: nonno Rolando faceva il magazziniere della squadra di Tollo (paese abruzzese del quale i Paolucci sono originari) e nonna Celeste si occupava delle maglie di gioco. «In questi casi - racconta l’ex Cittadella – si cresce con il pallone ai piedi. Te lo mettono vicino sin da piccolissimo. Ma io ci ho messo la passione. Se non hai quella, anche in una famiglia di calciatori, non scegli quella strada». Zio Silvio Paolucci, oggi, è responsabile del settore giovanile della Ternana Unicusano. Un ritorno nei quadri dirigenziali, come tanti altri ex. Con lui, Andrea condivide le esperienze da calciatore nella Ternana e nel Taranto. «Abbiamo un ottimo rapporto – dice il nipote – e siamo sempre in contatto. Ora lavoriamo pure insieme». Chissà che Andrea non sogni di calcare le orme di zio Silvio, nella storia della Ternana. «Io spero di essere un giocatore importante. Penso piuttosto a lavorare con impegno». In carriera ha fatto sia il centrale che la mezzala. «Mi adatto in entrambi i casi, ma mi sento più un regista». Alla Ternana ci è arrivato dopo cinque anni nel Cittadella e un passato in squadre come Pescara e Fiorentina. «A Cittadella ho trascorso anni importanti. Ora vivo un’esperienza nuova in una piazza che ha fame di calcio. Ho accettato di venire perché ho creduto nel progetto». A Pescara lo allenava Maurizio Sarri. E nel suo attuale mister, Sandro Pochesci, trova molte analogie con lo stesso Sarri: «Entrambi lavorano sul palleggio e sul fraseggio palla a terra. Ma alla fine, ogni allenatore ha la sua personalità». Di Pochesci dice: «Riesce a esaltare le mie caratteristiche e quelle della squadra». Ora, si pensa all’Entella. «Noi abbiamo una nostra identità di gioco. Andremo lì con lo stesso atteggiamento propositivo mostrato fino ad oggi». Ah, dimenticavamo: la famiglia di calciatori non si ferma qui. Ci sono anche due cugini, entrambi figli di Silvio, che si sono avvicinati a questo mondo. Infatti, Luca Paolucci gioca al calcio, mentre suo fratello Daniele ha sfondato nel calcio a 5, dove ha giocato pure nel Clt Terni. Buon sangue, non mente. Paolo Grassi

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